Dott.ssa Valentina Vettor
Psicologa Psicoterapeuta Funzionale

Pausa forzata: pro e contro

In questo periodo siamo tutti chiamati a stare nelle nostre case. Gran parte di noi hanno dovuto fermare le proprie attività lavorative, dobbiamo muoverci da casa soltanto per necessità. Questa pausa forzata può sicuramente restituirci il tempo che prima mancava per dedicarci ad alcune nostre passioni o ad attività domestiche che prima venivano trascurate… Stiamo gradualmente ricontattando la possibilità di una vita più lenta e minimale. È importante trovare degli aspetti positivi in questa situazione.

Va ricordato però che “fermarsi” può essere un’esperienza anche faticosa e portatrice di ansia, per ognuno di noi, nessuno escluso. E’ connaturato in ciascun essere umano il bisogno di attivasi, di fare, muoversi nell’espansione “produttiva”. Aver dovuto interrompere in modo forzato questa espansione è inevitabilmente un’esperienza stressante, sia per l’individuo sia per la collettività.

La fatica è aumentata dal fatto che non possiamo stare vicini, non possiamo abbracciarci, contattarci, cosa che in genere nei momenti critici aiuta gli esseri umani – che sono dei mammiferi sociali.

Attivare il sistema “calmante”


Ci saranno momenti in cui i pensieri negativi sembreranno avere la meglio (“Sarò forse malata? Avrò contratto il virus?…). Momenti in cui le sensazioni corporee potrebbero attivare allarmi interni (tachicardie, respiri alti e “soffocati”, contratture muscolari…).

Le emozioni che consideriamo negative potrebbero farsi pressanti (paura, frustrazione, rabbia). In questi casi dobbiamo ricordarci alcuni importanti “principi” che possono comunque aiutare l’organismo umano a ripristinare uno stato di calma:
1. La respirazione. Respirare profondamente per alcuni minuti attiva il sistema parasimpatico, fondamentale per la diminuzione dello stato di allerta. 
2. La protezione, il conforto e la continuità positiva. Cerchiamo di ricavarci angoli della casa in cui stare tranquilli, circondiamoci degli oggetti che ci sono cari e familiari, approfittiamo per fare lunghe chiamate ai nostri amici, alle persone che non sentivamo da tanto tempo, ma che avevamo sempre in mente. 
3. La transitorietà. Tutto passa, sempre e comunque. Basta aspettare. Passano le emozioni che sembrano travolgerci, passano le sensazioni di dolore, passano i pensieri.  

Immaginiamo i nostri pensieri come foglie che si lasciano trasportare dall’acqua di un fiume. Per la chimica umana, scorrono in genere molto più velocemente di quel che crediamo. Passano. E passerà anche questa situazione.
Per chi volesse saperne di più, o volesse utilizzare qualche tecnica di Mindfulness, respirazione o automassaggio qui sotto trovate i link. 

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Alcuni suggerimenti per tempi difficili: tecniche di Mindfulness, respirazione, automassaggio