Comprendere le caratteristiche psicologiche dei bambini ci offre le basi per costruire insieme interventi educativi, aiutando i bambini a strutturare un’immagine positiva di se stessi e delle proprie capacità. I bisogni dei bambini nella fascia di età prescolare riflettono le loro caratteristiche psicologiche: il bisogno di attaccamento, il bisogno di valorizzazione, di supporto e di contenimento. Secondo il funzionalismo moderno il bambino è un essere integrato fin dalla nascita, i cui Bisogni fondamentali devono essere soddisfatti mediante delle Esperienze                 (Esperienze di Base del Sé ) che vanno attraversate più volte in modo pieno, positivo e soddisfacente. Per soddisfare i propri bisogni, il bambino vive quotidianamente in un ambiente nel quale le figure genitoriali ne sono una parte fondamentale. Ognuna di tali figure è connotata da caratteristiche diverse che influiscono differentemente nelle esperienze che il bambino vive.
Ogni Esperienza di Base è un insieme di funzioni che si configurano secondo i 4 piani (cognitivo, emotivo, fisiologico e posturale) in maniera profondamente interconnessa e congruente tra loro. La congruenza dei pensieri, delle posture, della voce, delle emozioni, dei desideri rendono un esperienza piena e completa. Il rapporto bambino – ambiente, con le Esperienze di Base del Sé che il genitore fornisce, è fondamentale a rendere possibile la complessificazione delle funzioni ed il raggiungimento delle tappe evolutive. Oggi sappiamo dunque, con maggiori certezze, che nell’infanzia tutti i bisogni fondamentali vanno assolutamente soddisfatti in un “fluire” ininterrotto, di cui il bambino non deve preoccuparsi, non deve prendere su di sé la responsabilità; per non spezzare troppo precocemente la continuità della sua esistenza, del suo nucleo profondo. Individuiamo tra i principali bisogni dei bambini in età prescolare: il calore, l’essere preso, il nutrimento, il potersi abbandonare all’altro, il poter “stare” senza doversi attivare, il senso di pienezza, il senso di continuità delle esperienze positive.
Tali bisogni principali si riflettono in specifiche Esperienze di Base del Sé, che vengono qui descritte in modo più dettagliato.
Essere contenuti: Esperienza Basilare del Sé nel sentirsi all’interno di qualcosa di morbido e caldo, che genera un senso di tranquillità e di sicurezza assoluti. Pensiamo a quando i bambini ricerchino tale sensazione mettendosi vicino al corpo della madre, sotto un cuscino, avvolti da qualcosa che contiene, avviluppa e ricostituisce il senso di tranquillità.
Essere tenuti – fermati: Esperienza del Sé nella quale è presente un ruolo attivo dell’adulto/genitore che si occupa del bambino, lo tiene in braccio con mani salde e premurose. Il bambino perciò vive un’esperienza importante nella quale si tranquillizza e può lasciare completamente pesi e responsabilità.
Essere portati – guidati: Esperienza del Sé del bambino che segue l’adulto perché è in braccio, nel passeggino, alla mano del genitore e si fa condurre senza doversi preoccupare di dove andare, che strada prendere, lasciandosi incantare da ciò che lo affascina.
Contatto: Esperienza di vicinanza con l’altro molto profonda e per certi versi di empatia, come un flusso di sensazioni che passano dall’uno all’altro. Il bambino mostra il desiderio di un contatto con la madre semplicemente poggiando il viso sulla spalla, pelle-pelle, senza fare nulla.
Essere visti – capiti – valorizzati: importante Esperienza per il bambino nell’essere ascoltato con serietà, nell’essere sostenuto e compreso nei suoi vissuti, nell’essere aiutato ei suoi sforzi e nell’essere valorizzato per i suoi successi. L’attenzione nei confronti del bambino è alla base della sua forza e della sua autostima.
Essere amati: Esperienza profonda del senso di appartenenza, base fondamentale che permette al bambino di muoversi, di allontanarsi dal suo guscio protettivo e andare nel mondo. La forza e la pienezza delle radici permettono di affrontare il mondo con la tranquillità: in una pulsazione vitale tra lo stare nella protezione della propria casa e uscire all’esterno.
Tali esperienze di base possono essere sperimentate in varie situazioni quotidiane e nello specifico, parlando di bambini in età prescolare nel gioco.
Fin dai primi mesi di vita dopo la nascita il bambino inizia a giocare, in parte spontaneamente e in parte perché molto sollecitato da ambiente e adulti. E’ stato dimostrato quanto il gioco favorisca nei bambini lo sviluppo cognitivo, socioemotivo, la regolazione emotiva e riduca lo stress.
La letteratura scientifica è unanime nel considerare le attività di gioco molto importanti per lo sviluppo dei bambini. Lo studio sperimentale condotto da Lillemyr e colleghi 2011 indaga le correlazioni tra gioco e apprendimento, comparando studenti di scuole primarie provenienti da diversi Stati. Dalla ricerca emerge un forte interesse per il gioco libero presente in tutte le culture, evidenziando l’importanza rappresentata dal gioco in svariati background culturali. Manz e Bracariello (2015) hanno recentemente pubblicato i risultati di una ricerca correlazionale, che verifica positivamente l’associazione tra credenze dei genitori sul ruolo del gioco e il loro coinvolgimento nel processo di apprendimento dei figli.
Tutto questo suggerisce la rilevanza del gioco anche introdotto e stimolato dall’adulto per lo sviluppo del bambino. Grazie al gioco il bambino attraversa le Esperienze di Base che soddisfano i suoi bisogni ed il suo benessere, aiutandolo a diventare un adulto competente sotto vari punti di vista.

Bibliografia
“La psicologia funzionale per la prevenzione primaria: le esperienze basilari del sé” articolo di Luciano Rispoli 2011
“Esperienze di Base e sviluppo del Sé” di Luciano Rispoli
“Multicultural Perspective on Play and Learning in Primary School”, International Journal of Early Childhood, di Lillemyr,O.F, Sobstad F, Marder K, Flowerday (2011)
“Expanding home visiting outcomes: Collaborative measurement of parental play beliefs and examinatio of their association with parents”, Early Childhood Research Quarterly di Manz P.H. e Bracariello C.B. (2015)


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